La Villa a Carpineta

«Il lavoro del pittore non finisce col suo quadro: finisce negli occhi di chi lo guarda» Alberto Sughi Vogliamo presentarvi un personaggio vissuto a Carpineta e molto legato alle verdi colline della Romagna, Alberto Sughi. Pittore di fama e politico italiano, maestro del realismo esistenziale, è stato definito dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano come “artista tra i più sensibili ed operosi dell’Italia repubblicana”.. Qui a sinistra vi mostriamo uno dei suoi quadri legati al nostro territorio, “La villa a Carpineta“, del 1970.

La Villa a Carpineta

Alberto Sughi – “La Villa a Carpineta” (1970) – Olio su tela

Sughi faceva parte della ‘scuola cesenate‘ insieme a Luciano Caldari e Giovanni Cappelli. Pittore autodidatta, scelse con decisione la strada del realismo, nell’ambito del dibattito fra astratti e figurativi dell’immediato dopoguerra. I dipinti di Sughi rifuggono tuttavia ogni tentazione sociale; mettono piuttosto in scena momenti di vita quotidiana senza eroi. Alberto Sughi nacque a Cesena il 5 ottobre 1928. Effettuò studi classici e artisticamente ebbe una formazione autodidatta: ricevette i primi rudimenti dallo zio pittore e disegnò con passione, esordendo come pittore in una collettiva cesenate. Nel 1948 Sughi si trasferì a Roma dove vi rimane fino al 1951. Qui conobbe diversi artisti fra cui Renato Guttuso e due pittori che facevano parte del “Gruppo di Portonaccio”, Marcello Muccini e Renzo Vespignani. Ritornò a Cesena nel 1951. In quegli anni partecipò attivamente alla vita politica cittadina e fu consigliere comunale nel gruppo del PCI. Il periodo successivo (fino al 1956) segnò il passaggio da un “realismo sociale” ad uno “esistenziale”.  Agli inizi degli anni ’70 Alberto Sughi lasciò lo studio nella Rocca Malatestiana di Cesena, e si trasferì nella casa di campagna di Carpineta. In questo periodo iniziò a lavorare all’importante ciclo “La cena“. Si tratta di una evidente metafora della società borghese in cui si ritrova un certo ‘realismo’ tedesco alla Grosz e alla Dix, avvolto da un’atmosfera quasi metafisica che isola ogni personaggio congelandolo all’interno della scena.Alberto Sughi Ettore Scola scelse come manifesto del suo film “La terrazza” uno dei dipinti della Cena e Mario Monicelli si ispirò alle atmosfere ed ai colori di Sughi per “Un borghese piccolo piccolo”. Nel febbraio del 1993 il Presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi, nominò Alberto Sughi presidente dell’Ente Autonomo Esposizione Nazionale Quadriennale d’Arte di Roma e gli consegnò il Premio Vittorio De Sica per la Cultura. Ma nel gennaio dell’anno successivo, non ravvisando la possibilità di operare fruttuosamente e infondo ascoltando del tutto quel suo spirito tendenzialmente anarchico e profondamente ribelle che gli avvistò per primo Valentino Martinelli, Sughi si dimise dall’incarico. Nel 2000 Sughi ricevette a Roma il premio Michelangelo per la Pittura. Alberto Sughi morì a Bologna, in una clinica privata, il 31 Marzo 2012.

 

 

Fonti: www.wikipedia.org http://www.ilrestodelcarlino.it/